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Assemblea TIM: Scontro Rinviato al 4 Maggio

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Il ricorso di TIM / Vivendi contro la delibera del collegio sindacale è stato accolto: era stato presentato in contrasto con la delibera, da parte dello stesso collegio, che riammetteva all’ordine del giorno di oggi revoca e nomina di sei amministratori, in base a quanto richiesto da Elliott.

Cosa è successo durante l’assemblea TIM

L’assemblea TIM è stata aperta dal vice presidente TIM Franco Barnabè, che ha sostituito il presidente dimissionario Arnaud De Puyfontaine. All’assemblea era presente il 56% del capitale; sono stati riniuniti 87 azionisti in proprio, 4212 per delega e 4 in rappresentanza. Dal libro soci, è emerso che la Cassa Depositi e Prestiti ha arrotondato la sua quota in TIM al 4,78%, rispetto al 4,26% dichiarato alla Consob. La quota di Vivendi rimane stabile al 23,94%, così come quella del fondo Elliot, all’8,85%. Lo scontro è stato dunque rinviato al 4 maggio, giorno in cui verrà rinnovato il cda. In quell’occasione, si sfideranno due liste, ognuna delle quali è composta da dieci candidati. La lista vincente avrà tutti e dieci i candidati nel consiglio, mentre quella perdente solo cinque.

La sentenza del tribunale

Elliott chiedeva di cambiare 6 consiglieri in quota francese, ma il tribunale ha respinto la richiesta. L’udienza, durata cinque ore, si è conclusa con il giudice che ha dichiarato “non abusive” le dimissioni degli otto consiglieri in quota Vivendi. Il consiglio deve essere rinnovato secondo quanto stabilito dallo statuto, ovvero con il meccanismo del voto di lista. Nell’ambito decisionale, un certo peso lo ha avuto anche Amos Genish ed il suo ruolo “centrista”, insieme a quello del vice presidente Franco Barnabè. La soluzione del giudice, Elena Riva Crugnola, è dunque quella che minimizza i rischi di contenzioso; allo stesso tempo, tuttavia, il rischio non è comunque eliminato del tutto.
Vivendi ha così guadagnato la possibilità di recuperare terreno, oltre ad un po’ di tempo per potersi organizzare in vista della prossima assemblea TIM. Sarebbe stato più difficile farlo oggi, dal momento che era attesa un’affluenza record del 68%. I francesi, infatti, pur partendo dal 23,94%, avrebbero dovuto ottenere dieci punti in più per arrivare alla maggioranza. La speranza per Vivendi è che, per il 4 maggio, il mercato perda un po’ di vigore; l’unico dato positivo è dovuto dal fatto che, con quanti si sono prenotati a partecipare, saprà con chi è chiamata a confrontarsi.

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