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Attualità

CDA TIM: Elliott Sale al 9,4% e Gubitosi apre a Open Fiber

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Il fondo Elliott ha aumentato la propria partecipazione nel CDA TIM al 9,4%, rispetto alla quota precedente dell’8,8%. Vivendi, tuttavia, sembra non spaventarsene molto, definendola “pura finanza”.

Aumentano le Quote Vivendi nel CDA TIM

Elliott ha aumentato le proprie quote nel CDA TIM al 9,4%, approfittando della caduta in borsa delle azioni della tlc. Vivendi, che punta a riconquistare il consiglio durante la prossima assemblea (29 marzo), ha definito questa azione “pura finanza“. Un portavoce del gruppo francese ha dichiarato che “Elliott si sta comportando come un investitore puramente finanziario“, utilizzando un approccio opportunistico “per trarre vantaggio dalla caduta del 45% del valore delle azioni”. Il portavoce Vivendi aggiunge che “Il prezzo delle azioni è attualmente così basso a causa della disastrosa governance a partire dal 4 maggio“. Elliott ha acquistato titoli TIM nel periodo che va dal 27 dicembre 2018 al 30 gennaio 2019, a prezzi piuttosto ridotti compresi fra 0,46€ e 0,525€. Il fondo statunitense ha valutato i titoli come una “interessante opportunità di investimento“, scegliendo dunque di incrementare la quota nel CDA TIM.

Gubitosi Apre ad Open Fiber

Nel frattempo, TIM sarebbe pronta ad aprire un tavolo con Open Fiber. Questo è quanto dichiarato da Luigi Gubitosi, l’AD erede di Genish, che ha dichiarato in un’intervista:

“Prima di parlare delle possibile soluzioni, vorrei sedermi con Open Fiber per un esame approfondito della situazione esistente e delle opportunità che presenta. Qualsiasi discussione sul tema non può basarsi su opinioni, ma su numeri, fatti e dati certi”

L’amministratore delegato ha sottolineato che l‘Italia ha bisogno di infrastrutture, ma ha poche risorse per realizzarle; inoltre, ha definito il bel paese come uno dei pochi che “sta andando verso una sovrapposizione delle reti di telecomunicazioni“.
Gubitosi punta ad appianare le divergenze fra i due azionisti di maggioranza del gruppo, ovvero Elliott e Vivendi, tramite la creazione di un “valore per tutti gli azionisti” ed, ovviamente, riportando la tlc ai fasti di un tempo.  

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